The Blog

Google vs. Google himself: aggiornamenti e SiteLinks

21 Set 11

Segue un Guest Post nel blog di TSW ūüôā

Ultimamente Google si sta dando alla pazza gioia, sfornando una novità dopo l’altra:

Fra tutti questi aggiornamenti spunta fra gli ultimi la¬†nuova versione dei SiteLinks,¬†che a quanto pare soffrono di¬† ‚Äúproblemi di giovinezza‚ÄĚ. Vediamo perch√®.

Utilizzerò come case-study YouTube: la porzione di SERP qui sotto è stata ottenuta con la ricerca su Google.it della keyword  “youtube“.

Screenshot dei Sitelinks di Youtube.com generati da Google.it

Ecco alcune considerazioni a riguardo..

SiteLinks

Non mostrano nessuna voce di menu o di azione (Crea Account, Accedi, ecc.), ed i video listati non corrispondono con i featured video.

Ecco una tabella esplicativa dei valori di Link Popularity e Social dei 3 Sitelinks a sinistra:

Possiamo notare che i video visualizzati:

  • non necessariamente hanno molti link in ingresso dall‚Äô esterno;
  • hanno molte visualizzazioni (ma comunque non risultano fra i¬†featured video);
  • hanno¬†molte condivisioni¬†su Facebook, Facebook Likes e Tweets.
Di norma Google tiene particolarmente in considerazione gli inbound links, la struttura del sito, ed altri fattori pi√Ļ o meno importanti.¬†Ma in questo caso, che sia davvero il fattore Social a contare maggiormente?
Mi chiedo inoltre: questi SiteLinks quanto realmente vengono cliccati? Sono utili all’utente? Io personalmente credo di no, ma probabilmente la mia visione tecnica mi rende parziale.

Tornando al problema algoritmico: per sostenere la tesi che vi siano problemi seri nell’algoritmo di generazione prendiamo ad esempio i SiteLinks di Oviesse.com

Notiamo come nei Sitelinks Italiani appare un link alla versione inglese, con un Titolo completamente sovrascritto e fuori tema (sempre colpa degli anchor text?).
Attraverso¬†Google Webmaster Tools,¬†Big G¬†consentiva fino a poco tempo fa una limitata possibilit√† di gestire i Sitelinks, ma che ci consentiva di bloccare i link ‚Äúindesiderati‚ÄĚ. Con il¬†nuovo sistema di gestione dei Sitelinks¬†la possibilit√† di controllo √® stata ulteriormente ridotta, infatti ora √® possibile solo declassare –¬†eseguendo un¬†demote –¬†i link, ma Google non considera vincolante questa indicazione, anzi.
Dunque perché non permettere al proprietario del sito di scegliere quali link mostrare? Manie di grandezza? Costi di mantenimento? (Mi viene in mente appunto il caso della wonder wheel, troppo costosa in termini di mantenimento).

Description

Guardando oltre i SiteLinks, si pu√≤ notare che in genere Google sovrascrive sempre pi√Ļ spesso i contenuti delle description, prendendoli da diverse fonti.

La description originale √®: ‚ÄúYouTube √® il posto ideale per scoprire, guardare, caricare e condividere video.‚ÄĚ, mentre quella mostrata proviene dal vecchio¬†Dmoz:¬†dunque forse YouTube non dovrebbe utilizzare il famoso meta-tag robots ‚ÄúNOOPD‚ÄĚ (No Open Directory Project) per prevenire questa sovrascrittura? ūüôā

Title

Il Titolo nel sorgente della pagina √®¬†‚ÄĚYouTube ‚Äď Broadcast Yourself.‚ÄĚ, mentre quello visualizzato (a volte) nella SERP √® ‚ÄúYou Tube¬†‚Äď YouTube ‚Äď Broadcast Yourself. ‚ÄĚ

La domanda sorge spontanea: perchè Google fa un replace del titolo? Fa del SEO verso sé stesso? Ne vuole aumentare il CTR? (Quest’ultima ipotesi nel caso di YouTube fa un po’ acqua..)

OpenSiteExplorer conta¬†60.000 anchor text¬†con la keyword mistyped ‚ÄúYou Tube‚ÄĚ.

Saranno dunque gli Anchor Text o le query sbagliate degli utenti a portare questa sostituzione? Molto probabilmente è un misto delle due cose.

Conclusione

Google è in un periodo di grande evoluzione su tutti i fronti: ricordiamoci che non è solo il principale motore di ricerca al mondo, ma è anche provider di servizi on-cloud (che sta sperimentando sui primi veri netbook: i Chromebook); inoltreGoogle Android è divenuto in meno di 3 anni il principale sistema operativo mobile, ecc.

Tornando alla SEO si può dire che Google sta portando una serie di novità non sempre migliorative. Questa inefficienza è dovuta probabilmente al fatto che gli algoritmi di ricerca sono stati nel passato eccessivamente trascurati a causa del monopolio ed ora cerca di recuperare terreno in un tempo forse troppo ristretto.

In questo modo è difficile evitare inefficienze a discapito dell’utente finale ed anche del proprietario del sito web.

Comments